Calmare un neonato

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Appena usciti dalla pancia della mamma i neonati hanno bisogno di ritrovare alcune sicurezze..di trovare una continuità  con l’ambiente appena lasciato.. Non è semplice perchè l’utero della mamma è quasi “il contrario” di ciò che lo aspetta fuori. Una delle cose che tranquillizzano i piccolissimi è la possibilità  di avere sempre dei confini attorno sè, proprio come nell’utero ogni volta che muovevano una gamba o allungavano un braccio toccavano la parete dell’utero.

Un’accortezza semplice ed economica che possiamo avere per creare un ambiente accogliente per il neonato e nel quale non si senta sperso è farlo dormire in un ambiente piccolo, cosicchè lui muovendosi riesca con mani e piedi a toccare tutti i confini. A volte anche le culle pur essendo splendide sono grandi e i neonatini sembrano “nuotarci” dentro.

Che fare? Semplicemente prendere degli asciugamani arrotolarli facendo dei salsicciotti che disporremo nella culla come a comporre un nido delle giuste dimensioni. Se non vi piacciono esteticamente potete anche metterli sotto il lenzuolino.

Un altra cosa furba, poco dispendiosa e che funziona è avvolgere i neonati in un telino di cotone da Swaddle prima di adagiarli nella culla.

Vedrete che il vostro piccolo starà  nella culla più sereno e piangerà  di meno.

Bambini prematuri e fascia porta bebè

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I prematuri: bambini nati sotto una luna diversa

Le mamme in gravidanza vivono il tempo dell’attesa.
Si imparano a contare le settimane di gestazione, si vive il loro scorrere lento e soprattutto si impara a familiarizzare con la luna. Già ogni nascita è legata ad una luna, ogni piccolo ha la sua luna, quella che spunta in cielo quaranta settimane circa dopo il suo concepimento.
Questo accade anche per i bambini prematuri, ma la luna che li accoglie non è quella che ci si aspettava, perchè loro nascono sotto una luna diversa, una luna non loro.

Si definiscono prematuri i bambini nati prima della 38esima settimana di gestazione.
Nel mondo, e anche qui in Italia, un nato su 10 è prematuro. Il che vuol dire che moltissimi bambini nascono sotto una luna non loro.

Prematurità significa per i bambini essere sottoposti a cure intensive necessarie per la loro sopravvivenza, essere allontanati dalla mamma precocissimamente, vivere alcune settimane (i gravi prematuri vivono anche dei mesi) nelle condizioni particolarissime dei reparti ospedalieri di Terapia Intensiva Neonatale.

Prematurità per i genitori significa preoccupazione e ansia per la salute e la sopravvivenza del proprio piccolino, distacco precoce, iniziare ad essere genitori in un ambiente così particolare come un reparto ospedaliero di cure intensive.

La prematurità lascia dei segni indelebili nelle famiglie che la vivono: segni sul e nel corpo del piccolino, segni nell’umore della mamma e del papà, segni nella loro relazione.
I reparti di Terapia Intensiva Neonatale più all’avanguardia conoscono bene questa realtà e sanno che prendersi cura di questi piccoli guerrieri non è solo questione di corpo, di funzionalità dei vari sistemi e dei vari apparati. La cura, la care neonatale,  è fatta di procedure mediche all’avanguardia e accoglienza della famiglia. Perchè si sa che le migliori condizioni di cura non le crea l’equipe ospedaliera, ma si creano alla presenza e con la vicinanza della mamma e del papà.

La marsupio terapia

Una delle pratiche di cura adottate ormai da anni in molti presidi ospedalieri anche italiani è la Marsupio Terapia, detta anche Kangaroo Mother Care (KMC).
Non appena le condizioni generali del piccolo lo consentono, i genitori, in particolare la mamma, sono invitati dagli infermieri e dai medici a stare con il loro piccolino, per tempi prolungati, pelle a pelle con lui.

Il piccolo prematuro viene tolto dalla cullina termica e adagiato sul petto nudo della mamma.
Questa è l’essenza della Marsupio Terapia: un’idea semplicissima, pochissime cose necessarie per la sua realizzazione, eppure di straordinario impatto positivo sulle condizioni del piccolino. Il cuore e i polmoni funzionano meglio e se proprio si registrano delle crisi è più facile per il piccolo recuperare perchè a contatto con la sua mamma. Il piccolo, sul corpo rilassato del genitore, dorme meglio e questo significa una migliore crescita.

Inoltre, con questo semplicissimo gesto si permette alla mamma e al papà di viversi genitori di quel piccolo esserino, di iniziare a intessere con lui, nonostante lo stop iniziale, una relazione intensa e profonda.

Bimbi prematuri e fascia porta bebè

Partendo da queste evidenze scientificamente è possibile affermare che portare un piccolo nato prematuro non è solo una buona abitudine genitoriale, ma una buonissima pratica a sostegno della sua salute.
Tutto questo, noi della cooperativa Focus, lo abbiamo sperimentato e lo continuiamo a sperimentare grazie al progetto Un abbraccio che fa crescere, a sostegno della genitorialità della famiglie che vivono una nascita prematura.

Si può usare la fascia porta bebè direttamente in reparto, durante la degenza del piccolo in T.I.N. o SubT.I.N., sia a sostegno della Marsupio Terapia sia in continuità con essa. Questo però deve essere una scelta precisa del reparto e della sua equipe.

Prematuri e fascia porta bebe - UnAbbraccioCheFaCrescere

Se ciò non è possibile, l’importante per i genitori  è vivere il maggior numero di momenti con il proprio piccolino a stretto contato sia nel periodo in cui viene proposta la Kangaroo, sia dopo, nella fase di pre-dimisisone.
Contatto, coccole, voce, suoni, sussurri, odori, tocco leggero e presenza. questi sono gli ingredienti necessari. Con la fascia si può prendere dimestichezza una volta dimessi, a casa.
Portare un piccolino nato prematuramente è un’esperienza intensissima, che va a sanare molti dei segni indelebili che la prematurità lascia.  E’ un gesto di cura profondo, segno di attenzione e rispetto nei suoi confronti, sia nei primi mesi, che, poi, nei primi anni di vita.

Inizialmente, l’ideale è portare i prematuri con una fascia lunga morbida.  La morbidezza del tessuto è da preferirsi anche perchè offre al piccolo un ambiente più rispettoso. Questo tipo di fascia, confortevole e coccolosa, infatti accoglie al meglio il piccolo corpicino del bambino che, sebbene sia cresciuto, può essere più piccolo e più fragile rispetto a quello di un bambino nato a termine.
Unica eccezione, per la quale è più opportuno usare una fascia rigida, è nel caso in cui il piccolo prematuro soffra di ipotonia.

In seguito, man mano che il bambino cresce, se l’esperienza del babywearing risulta positiva, si possono, se lo si desidera, sperimentare anche altri tipi di supporti (fascia lunga rigida, mei tai, marsupio ergonomico).

Foto © Mammarsupio e Coop. Focus

…e se lo vizio?

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Sempre la solita domanda:  portando il bambino in fascia si vizia?  tenendolo sempre a contatto si trasforma in un mammone-cozza?

In tanti rispondono…ma vi lasciamo con questa riflessione, ideale nel periodo caldo.

“Immaginate di avere sete. Qualche volta vi viene dato un bicchiere d’acqua, qualche volta no. La vostra sete non è soddisfatta. L’unica cosa che sapete è che è sempre qualcun altro che decide se darvi o no un bicchiere d’acqua. Diventate sempre più nervosi e frustrati. Cominciate quindi a chiedere dell’acqua continuamente, anche quando non avete sete, perchè non siete sicuri che, quando avrete sete, vi sarà data dell’acqua.Diventate insicuri quando non avete acqua a disposizione e così preoccupati di non aver abbastanza acqua da divenire incapaci di pensare ad altro. Diventate dipendenti dalla fonte, che non abbandonate per poterne chiedere in continuazione.

Adesso immagina lo scenario opposto. Sei assetato e ti viene subito dato da bere in modo da placare la tua sete. Sei soddisfatto e puoi continuare a fare ciò che stavi facendo senza preoccupazioni. Ti rassicura sapere che l’acqua è sempre disponibile e che puoi prenderla ogni volta che vuoi. Con questa sicurezza alle volte addirittura te ne dimentichi. Senza pensieri, puoi dedicarti anima e corpo ad altre attività. Puoi esplorare, crescere…addirittura allontanarti dalla fonte.

Ora trasporta questo questo scenario sul tuo piccolo e sul suo bisogno di contatto fisico. E’ evidente che rispondere immediatamente al bisogno del vostro bimbo non lo renderà dipendente…

 

da Istruzioni per l’Uso – BBSlen Babylonia.

Potenza, ultima tappa?

Con le ostetriche e le mamme dell’associazione Materna, oggi pomeriggio abbiamo affrontato veramente tanti temi a partire dal portare in fascia: il parto, i ritmi di mamma e bambino, la salute femminile… l’educazione alla sessualità, la menopausa.  Insomma, ogni tappa è diversa. Sai come comincia ma mai come finisce!

Potenza

Matera e Casa Netural

La Tappa numero 8, la passeggiata tra i sassi a Matera, si è trasformata in un bellissimo incontro con Casa Netural e tanti dei suoi “abitanti”. Il Perchè di questo cambio di programma?  Semplicemente perchè…PIOVEVA!

Eh sì, pioggia, vento e anche un bel freschino, cari amici invidiosi che ci leggete dal Nord:)

Matera

A Casa Netural abbiamo incontrato Mariella Stella, co-fondatrice di questo splendido progetto: “Uno spazio accogliente, una casa…incubatore di sogni professionali”. Ce lo ripetono più volte anche Paola e Mariella “In questi posti le donne non sempre trovano un lavoro…e dopo il primo figlio è praticamente impossibile rientrare nel “giro”. “Aiutiamo le donne, ma non solo loro, a definire e strutturare il loro progetto professionale e li affianchiamo finchè ne hanno bisogno”

A Casa Netural c’è un co-working con uno spazio apposta perchè i bambini possano giocare mentre le mamme lavorano, una pannolinoteca e una fascioteca… tutti servizi a disposizione dei genitori del territorio e legati al progetto Casa Natural Family.

Un fulcro di energia e innovazione nel mezzo della bellissima terra lucana.

Bari…Mare Mare Mare…

Oggi non aggiungiamo tante parole…non serve, parlano le splendide foto. Mare, sabbia finissima, bimbetti sorridenti e tante fasce di tutti i tipi per la tappa di Bari, organizzata da Rinascere al Naturale in collaborazione con l’Associazione LATTE+AMORE= MAMMAMIA.

GRAZIE!

 

Bari

Foggia: una tappa ricchissima

A Foggia ci aspettavano le Mamme Arcobaleno, ricordate?

Eccole, attive e sorridenti nonostante il caldo. Per la tappa di #noiinfasciaTOUR hanno  organizzato un “gelato in fascia” nel centro della bellissima Foggia. Le Mamme Arcobaleno sono un’Associazione di volontariato che ha tra gli scopi la promozione dell’allattamento al seno e il sostegno  ai genitori perchè possano vivere la gravidanza e i primi anni dei bambini in modo consapevole e il più naturale possibile. Insieme ad altre associazioni sul territorio hanno creato il CORD, in Coordinamento Regionale delle Associazioni Pugliesi che si occupano di sostegno alla neo genitorialità.

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Foggia è stata ricca di incontri, più di quanto ci immaginassimo. Marianna di Portogallo, la presidentessa del Collegio Ostetriche ci ha accolto presso la loro sede per un confronto tra operatori. Abbiamo trovato ostetriche, più o meno giovani che hanno voglia di approfondire, di conoscere, di mettersi sempre più in gioco. “Non è semplice lavorare negli ospedali, se vuoi rimanere in un’ottica di salutogenesi. Tante sono pronte a lavorare sul territorio, in libera professione ma non sempre il territorio è pronto ad accoglierci..” Quasi tutte le ostetriche che abbiamo incontrato conoscono la fascia e addirittura, per poterla far sperimentare alle mamme alcune si danno da fare con l’autoproduzione: “Ogni è mezzo è buono, l’importante che le mamme possano sperimentare quanto è bello portare il bambino “addosso”

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Foggia, bella e ricca. Grazie a Patrizia Palmieri che ci ha aiutato a scoprirla.

Tappa 4 e Tappa 5: tante tante mamme…

 

LecceBellissimo! In questi giorni abbiamo incontrato veramente tante e tante mamme… e papà.

Al parco di Belloluogo, a Lecce in collaborazione con l’Associazione Rinascere al Naturale. Mamme che già portano, ma anche mamme che si sono avvicinate perchè ci hanno visto e che hanno provato la fascia per la prima volta. Mamme che hanno condiviso i loro entusiasmi e i loro dubbi e che hanno risposto alle tante domande delle “mamme panciute”… nel guppo c’erano addirittura 7 mamme in attesa. Abbiamo chiacchierato talmente tanto che i responsabili della sicurezza del parco sono venuti a chiederci di andarcene…perchè dovevano chiudere. Erano le 21…e c’era la luna.

Martinafranca

….e a Martina Franca, ospiti della gentilissima Libreria Storie in Corso, grazie all’organizzazione dell’Associazione Dragare abbiamo fatto un bellissimo incontro sul Portare. I genitori hanno provato supporti, fatto domande…e hanno avuto la possibilità di conoscere chi lavora sul territorio. Erano presenti una Consulente del Portare, una fisioterapista, una mediatrice culturale…diciamocelo, la crem della zona!;)

e oggi siamo a Foggia da Mammearcobaleno!

Una giornata per tante TAPPE

La giornata di ieri sembra sia durata trenta ore. Il Caldo ( non posso fare a meno di scriverlo con la lettera maiuscola)  e la luce intensa hanno provato a rallentarci ma avevamo troppe persone da incontrare, tante diverse realtà da visitare per poterci fermare.

Abbiamo cominciato con MAGLIE, il punto più a SUD del “Noiinfascia” TOUR. Giovani ostetriche determinate a lavorare sul territorio e che pensano che il portare “Sia un bellissimo modo per avvicinare mamme e bambini” ma che “l’influenza di mamme, cugine, amiche, vicine di casa…sia ancora troppo troppo pressante”. “Le mamme qui non sono sole, e ciò è un bene, ma fanno tanta fatica a tirare fuori se stesse e fregarsene di ciò che dicono gli altri”

Copertino

All’Ospedale di Copertino, un piccolo centro dove nascono circa 1000 bambini all’anno, abbiamo incontrato delle neo neo mamme…con i loro minuscoli bambini appena nati. Abbiamo fatto un incontro sul Portare in una saletta aperta al quale hanno partecipato mamme, papà, nonne…ma anche i pediatri e le infermiere di turno e i due primari di Ginecologia a e di Pediatria. Il Dott Alex de Marzi ha introdotto con delle splendide parole sull’importanza del rispondere ai bisogni dei bambini sul loro essere ” tutti sensazioni primarie…ed è per questo che bisogna fidarsi di loro”                        E’ stata la prima volta, in assoluto, nella quale ho avuto la sensazione che le persone che ascoltavano l’incontro erano veramente incuriosite ed interessate…la prima volta che vedevano e provavano una fascia. Una mamma sorridente, dopo aver visto indossare la fascia con il bambolotto ha voluto provare con il suo cucciolino appena nato. Il piccolo, con una faccetta simpatica piena di capelli neri, appena si è sentito al sicuro nella fascia addosso alla sua mamma si è messo dormire beato…e la mamma, ha fatto, di sua iniziativa,  il giro di tutte le stanze, per mostrare anche alle mamme a letto questa splendida novità!

Grazie Copertino!

…Continua…la giornata di ieri ha bisogno di più parole, ma il tempo è finito. Ci aspettano a Martinafranca!

Tra il fare e il pubblicare…

Sulmona

…c’è di mezzo: la 3 che prende dove vuole, il caldo che fa andare in tilt il caricatore del computer, km e km da macinare in fretta per rispettare gli appuntamenti, la bellezza di incontrare tante persone con tante storie, tanta voglia di parlare ma anche tanta voglia di ascoltare la nostra storia, il nostro lavoro… e il perchè “con questo caldo, Signurì“, siamo arrivate fin qui..

Quindi bella l’idea di far seguire in diretta il TOUR, ma a volte i tempi della rete sono veramente inconciliabili con la realtà.

Ora invece, da una terrazza talmente luminosa da far fatica a vedere cosa scrivo vi posso raccontare dei volti incontrati in questi primi due giorni di TOUR.

L’Associazione Nascere in Casa – Umbria, con Cristiana e Anna che lavorano da anni a Terni perchè le donne possano trovare un’assistenza differente da quella medicalizzata, perchè possano essere accompagnate in ospedale dall’ostetrica che le ha seguite per tutta la gravidanza e perchè possa esserci  realmente anche sul loro territorio la possibilità di scegliere la LORO modalità di parto, tra cui il parto in casa. Ad oggi, questa pratica è portata avanti solamente da Diana un’ostetrica di 80 anni che ancora assiste le mamme a casa accompagnata dal marito e da una giovane ostetrica. “L’associazione ha tanti progetti, ma è importante fare cultura in questo campo perchè tante mamme vanno accompagnate a scoprire tutto quello che dentro di sè già sanno…” L’Associazione Nascere in Casa – Umbria ha anche aperto una fascioteca, per mettere a disposizione delle mamme supporti non strutturati e soprattutto persone esperte che insegnino ad usarli…e ad andare oltre i pregiudizi.

Ieri pomeriggio, a Sulmona siamo state accolte da Federica e Adele nella sede dell’Associazione Mater Natura. Un posto bellissimo, accogliente e curato nei minimi dettagli. Federica, Ostetrica, segue i parti in casa e accompagnamenti in ospedale, Adele è una consulente della Scuola del Portare e fa incontri per le mamme di tutta la zona. “Le mamme sono incuriosite, sono aperte alla proposta del portare. Vengono volentieri agli incontri anche se poi fanno fatica a concretizzare…” 

Secondo loro mancano ostetriche con un po’ di esperienza che ricreino un pull per seguire i parti in casa  e un accompagnamento adeguato ai neogenitori, perchè con il tempo si sta tornando ad una forte ospedalizzazione della nascita e del postpartum.

Tutte persone forti, determinate e molto solari. Si spendono per fare informazione, divulgazione, per seguire le mamme, una per una, con un’assistenza individualizzata…per ciò che serve ad ognuna.

#noiinfasciaTOUR