Posizione a culla

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L’uso della fascia lunga è spesso soggetto a luoghi comuni e pensieri errati.  Con questo e altri post vorrei quindi analizzare alcuni tipi di posizioni e legature che si possono utilizzare con la fascia lunga tentando di chiarire aspetti a volte poco noti.

La prima posizione di cui vorrei parlare è quella definita a “culla” o “bozzolo”.

Spesso si pensa che questa posizione sia un passaggio obbligatorio. Ho sentito dire più volte: “lo metto a culla da quando nasce fino ai tre mesi, poi passerò alla posizione pancia a pancia”. In realtà  questa posizione non è assolutamente obbligatoria, e non è propedeutica a quelle successive. A volte è la mamma a non gradirla, altre volte è il piccolo che non ama stare in questa posizione o comunque non ci sta a lungo.

Messo nella posizione a culla il bambino poggia il proprio fianco sulla pancia della mamma (o di chi porta). Tra i due, oltre al normale abbigliamento, rimane anche un lembo della fascia. àˆ un contatto poco intimo rispetto a quello della posizione “pancia a pancia”. Questo implica minor impatto emotivo e minore comunicazione tonica tra la mamma e il suo piccolo. Spesso il bambino che desidera un contatto più profondo non vede completamente soddisfatto il suo bisogno e protesta per questo.

La posizione a bozzolo ha il vantaggio di permettere un ottimo controllo visivo da parte dell’adulto che porta e offre al bambino una buona prospettiva del volto materno: la vista del bambino è poco sviluppata alla nascita e questa distanza è ottimale per permettere un naturale sviluppo e stimolazione di questo senso.

In questa posizione l’adulto è un ottimo mediatore degli stimoli esterni. Il bambino è raccolto su di se e può tranquillamente riposare protetto dal corpo del genitore e non invaso da stimoli fastidiosi ed eccessivi.

Il bambino, nella posizione a bozzolo, per assumere una postura corretta e fisiologica, deve essere semi-seduto e non completamente sdraiato. La testa del bambino è alla stessa altezza del seno della madre, non al di sotto. Per permettere una corretta respirazione il mento del bambino non deve toccare il suo petto e il volto non deve essere completamente coperto dal tessuto.

Alcuni aspetti controversi la rendono una legatura non amata dai medici e a volte sconsigliata per la fisiologia di chi porta e di chi è portato.

Le gambe del bambino, purtroppo, assumono una posizione poco consona al corretto sviluppo delle anche, per questo motivo è spesso sconsigliata dai medici che si occupano di prevenzione e cura della displasia delle anche.

Oltretutto chi porta ha il peso del bambino maggiormente caricato  su una parte del corpo, ed è quindi asimmetrico rispetto all’asse centrale.

Una nota positiva

La posizione a bozzolo, proprio per la poca intimità  che dà , può essere utilizzata per i bambini che non amano molto il contatto pancia a pancia, come passaggio graduale ad un contatto più intimo e profondo. Il bambino ha quindi modo di abituarsi all’essere portato in fascia vedendo rispettati e ascoltati i suoi limiti e i suoi bisogni.

 

 

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