La posizione pancia a pancia

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fascia porta bebè posizione pancia a pancia

 

Questa legatura, chiamata in diversi modi (“koala”,”ranocchio” o più semplicemente “pancia a pancia”), può a ben diritto essere definita la “posizione principe” del portare con la fascia lunga.

E’ una posizione che si basa su un’intesa comunicazione corporea reciproca tra chi porta e chi è portato e permette un contatto visivo reciproco ottimale. Il bambino è portato, “alto”, con il sederino nella zona dell’ombelico di chi porta e quindi la testolina ad altezza “di bacio”. Inoltre, è la legatura che consente un contatto intimo prolungato pancia a pancia tra il piccolo e chi lo porta.

E’ un tipo di legatura che permette di scaricare il peso in modo ottimale sul corpo di chi porta: essendo il bambino accoccolato sulla pancia di chi porta il suo peso è assolutamente centrale e simmetrico, inoltre la fascia scarica in 5 punti differenti (spalle, entrambi i fianchi e schiena).

Per questi motivi, questo tipo di legatura è molto apprezzata sia dai grandi che dai piccoli. In particolare la mamma e il piccolo riescono in parte a rivivere alcune condizioni della vita uterina, cosa che spesso piace ad entrambi e rassicura. E’ molto gradita anche dai papà , che sperimentano in modo inedito sensazioni ed esperienze molto forti con i loro piccoli, che consentono loro di conoscersi in un modo speciale.

Proprio per gli stessi motivi di forte coinvolgimento e di intimità , questa posizione potrebbe essere invece vissuta in modo poco piacevole sia da adulti che da piccoli che faticano a reggere legami e situazioni molto coinvolgenti.

A livello culturale questa legatura, che consente di portare pancia a pancia, nasce dall’esigenza specifica dei genitori delle società  in cui il portare, come modalità  di cura, è da pochi decenni stato reinventato. Infatti, in questi contesti i genitori sono culturalmente meno abituati ad avere con i piccoli una relazione prevalentemente corporea, poichè hanno bisogno che questa venga accompagnata da un’intesa relazione visiva.
Sebbene gratificante e molto ricco di significati emotivi, la posizione pancia a pancia rimane un modo anomalo in altri contesti culturali, perché considerato davvero poco funzionale e comodo (è più comodo portare sulla schiena!).

Il bambino può essere portato in questa posizione dalla nascita, con la consapevolezza che la fascia è e rimane sempre un surrogato delle braccia materne… quindi, se possiamo goderci tra le braccia il nostro piccolo… meglio ancora!

In molti ci chiedono: “Fino a quando si può portare così?”. Non c’è un termine preciso, spesso però il piccolo, o chi porta, inizia a voler sperimentare anche altre posizioni. Questo è un passaggio abbastanza fisiologico a livello relazionale, proprio perché, per via dei significati legati a questo modo di portare, è una posizione molto connessa al desiderio di vivere la simbiosi, e questo desiderio lascia ad un certo punto lo spazio ad altri.

L’unica cosa certa è che rimarrà  per il piccolo un’esperienza unica, un dono, che magari, in alcune circostanze particolari (malessere, tristezza, stanchezza, nuove esperienze da affrontare…) chiederà  di poter rivivere!

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