Conoscersi attraverso la pelle

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Il neonato porta scritto dentro di sé delle caratteristiche fisiche e psicologiche ben precise. Queste caratteristiche sono strettamente legate sia a ciò che lo aspetta dopo la nascita, sia alla vita uterina.
Il primo anno di vita segna un passaggio lento e graduale tra queste due diverse condizioni: dal caldo e protetto ambiente della pancia della mamma, al mondo così diverso e interessante che sta fuori.

Il passaggio è un evento naturale e fisiologico, che accade. Il piccolo cresce, e insieme a lui crescono progressivamente il desiderio e le capacità  per scoprire e incontrare questo mondo. Se questo è un passaggio fisiologico e naturale, diverse sono le condizioni in cui può avvenire.

Come sempre non c’è una ricetta che vale per tutti o che garantisce un esito, piuttosto che un altro. E, sebbene come genitori questo lo si sa chiaramente, spesso ci si lascia tentare dalla ricerca di questo o di quella soluzione che risolva la fatica del momento o il problema. Occorrerebbe spostare l’attenzione: non più guardare l’esito, ma pensare al processo. Questo lento e graduale passaggio può essere accompagnato e favorito dalle cure attente dei genitori. Ciò, sicuramente, non garantirà  di crescere il bambino “ideale”, l’esito non è mai dato né mai è certo. Nel fare ciò però possiamo aiutare il piccolo a mettere delle solide basi alla sua crescita.

I forti bisogni di relazione, di contatto, di contenimento e di cura segnalano sia una mancanza da colmare, sia la strada, la direzione, per provare a costruire una relazione possibile, accogliendoli e provando a rispondere ad essi al meglio.

Il portare può essere un modo di provare a costruire una relazione genitoriale soddisfacente per entrambi, sia piccoli che grandi. E’ una delle modalità  possibili, un modo concreto e quotidiano, che sperimentato spesso dona molta soddisfazioni e regala attimi intensi di gioia e di benessere. Una modalità  che ammorbidisce il passaggio dal dentro la pancia della mamma al fuori e che insegna a conoscersi attraverso la pelle.

Foto © Dann Tardif/LWA/Corbis

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