Io sono pronto…. E tu?


 

Quindi i bambini si svezzano semplicemente perché non possono farne a meno. Glielo impone la legge della natura. La legge della sopravvivenza.”

Lucio Piermarini, Io mi svezzo da solo

 

Nel post di ieri abbiamo parlato dei tempi di ogni bambino, di come sia importante seguire il loro ritmo ed osservarli per non anticipare lo sviluppo naturale. Oggi approfondiremo il tema dello svezzamento, passaggio cruciale per ogni genitore.

Come capire quando il bambino è pronto per assaggiare del cibo diverso dal latte? Come fare a rispettare i suoi tempi?

Innanzitutto, come dicevamo qui, osservandolo nei suoi atteggiamenti e fidandosi di lui, al pari di quanto lui si fida di noi.

A tal proposito sono pochi gli elementi da valutare.

Innanzitutto dobbiamo considerare se il bambino mostra interesse per il cibo che abbiamo nel piatto e per quello che è presente a tavola. Ad esempio mentre siamo a tavola cerca di afferrare quello che abbiamo nel piatto o, se è nel suo seggiolone, si protende in avanti verso la tavola.

Altro indicatore importante è che il bambino stia seduto da solo e che abbia una buona coordinazione oculo-manuale (riesca a portare oggetti alla bocca con facilità ).

Prima di quest’epoca è raro che il bimbo sia capace di deglutire alimenti solidi, il riflesso di estrusione della lingua glielo impedisce (è un riflesso che serve a proteggere il bambino dall’introduzione di alimenti non liquidi dal momento che il suo corpo non è ancora pronto per riceverli).

Se si aspettano e rispettano questi pochi ma importanti segnali del bambino, non ci sarà  bisogno di ricorrere ad omogeneizzati e pappe pronte, ma lo si potrà  accompagnare nel percorso dello svezzamento aiutandolo a scoprire i vari alimenti presenti sulla tavola, lasciandolo libero di esplorare e assaggiare. Questo passaggio presuppone che la famiglia segua una dieta corretta e priva di alimenti troppo elaborati (ad esempio cibi fritti, precotti…), per molti genitori lo svezzamento del proprio figlio rappresenta, infatti, la giusta occasione per nutrirsi con maggiore attenzione e selezionare meglio le materie prime con cui cucinare.

Inserimento al nido: gradualmente e con dolcezza

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A qualunque età , il primo distacco tra la mamma e il suo bambino è sempre un momento delicato, un evento che non succede a caso e che va preparato e gestito. Come tutti i passaggi va affrontato con gradualità  e dolcezza. Gradualità  ( pensate allo svezzamento, per esempio) significa modificare delicatamente una e una sola variabile per volta. Per il bambino l’inserimento al nido significa imparare a gestire l’assenza e  introiettare il concetto che la mamma “non c’è ora, ma tornerà “. Più forte sarà  in lui la sicurezza, la serenità  e la consapevolezza della presenza della mamma più semplice sarà  lasciare andare per poi ritrovare la mamma. La sicurezza della presenza, l’attaccamento sicuro, si crea attraverso i gesti materni e paterni che rispondono in modo appropriato ai bisogni dei bambini, strumenti come l’allattamento  e il portare vanno precisamente in questa direzione.

Sospendere l’allattamento e il portare con la fascia non renderà  più pronto il bambino, anzi, probabilmente il contrario! Mantenere tutte le pratiche di accudimento affettivo lo aiuterà  in questo delicato passaggio. Anche i bambini molto piccoli capiscono la differenza tra mamma e non -mamma e non chiederanno ad altri ciò che solo i genitori possono offrire. Quando sarà  al nido il bambino prenderà  il latte dal bicchiere o dal biberon, quando tornerà  a casa troverà  rassicurante e rappacificante il fatto di ritrovare il seno della mamma.

Anche per la fascia vale la stessa cosa. Portare il bambino in fascia anche semplicemente per accompagnare il bambino al nido gli darà  una ricarica supplementare che lo aiuterà  a sopportare il distacco. La fascia, inoltre ( a differenza del seno!) può anche essere lasciata al nido. Si può chiedere alle educatrici di utilizzarla come “copertina” per la nanna o a quelle più collaborative può essere proposta come strumento da utilizzare in alcuni momenti. Questo potrebbe essere il primo passo per una vera “cura individualizzata”.

 

Latte espresso!?? …Bleah!

Un nuova frontiera??!?!?

Le abbiamo davvero sentite tutte, o forse lo pensiamo.

Questa è l’ultima invenzione di una famosa casa produttrice di latte artificiale.

http://www.youtube.com/watch?v=nnRSgxLtdYc&feature=related

una macchinetta per il latte artificiale espresso.

Siamo davvero sicuri che ce ne fosse bisogno e che questo voglia dire semplificare la vita alle mamme? Che messaggio passa attraverso questa pubblicità ? Che chi allatta il proprio bambino è all’antica perché in casa non ha un moderno apparecchio che pensa a tutto? Un po’ come chi possiede un vecchio apparecchio tv rispetto a chi ha un moderno monitor ultrapiatto????

Anche per chi non riesce, non può, non vuole allattare il proprio bimbo, perché delegare tutto ad una macchinetta? Il prendersi cura non passa anche attraverso la preparazione del nutrimento per il proprio bambino? Ce lo insegnano da tempo gli esperti in materia di educazione alimentare, il cibo non è solo nutrimento e se vogliamo insegnare ai nostri bimbi a mangiare (bene) dobbiamo spendere del tempo con loro e per loro, ma se già  da neonati un cibo per loro lo prepara una macchinetta, quale sarà  il passaggio successivo? al posto di preparare un piatto di pasta prenderemo le buste liofilizzate: certo, sono più facili, più veloci, di sicuro successo…

Ecco la posizione dell’ibfan in proposito

http://www.ibfanitalia.org/primopiano/10062011.html

Più che un post sono mille domande. Non pretendiamo certo di avere la risposta a tutte, sono dubbi e perplessità  che ci sorgono naturali

Abbiamo scritto a …

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….vediamo se rispondono. O se si riesce a muovere qualcosa….perchè un allattamento riuscito, nel 2011 non deve essere “Questione di Fortuna”…

Buona sera,
sono una mamma, prima di tutto, e poi sono anche una pedagogista che si occupa di sostegno alla genitorialità  per le famiglie che vivono la gravidanza e il primo anno di vita del piccolo.
Volevo portare alla vostra attenzione un argomento sul quale sarebbe bello e molto utile fare chiarezza, capire che cosa ci stia dietro.
Ogni specie animale sa, a livello istintivo, cosa è bene e meglio per garantire la sopravvivenza dei loro cuccioli: vengono protetti, vengono alimentati nel modo più adeguato, stanno accanto alle madri se questo favorisce la loro sopravvivenza…. è naturale che sia così.
L’uomo sembra aver perso questo sapere istintivo e ogni neo mamma e ogni neo papà  si ritrovano a fare i conti con credenze, saperi, consigli disparati e spesso in contraddizione su come “crescere” i propri piccoli.
In particolare penso alla pratica dell’allattamento al seno.
Si sa che è il meglio per il bambino, perchè è il suo latte, è un alimento specie-specifico, è fatto proprio per lui, a sua misura … è praticamente perfetto.
Si sa che è il meglio anche per la mamma, perchè allattare è un modo di prendersi cura del suo piccolo, perchè facilita la relazione e il legame… perchè è comodo, sempre pronto, sempre a temperatura…
Si sa che è meglio per l’ambiente, perchè non inquina, “è a KM zero”, … è ecologico, economico, sostenibilissimo….
Si sa che alla fine è meglio per la società  intera, perchè un bimbo allattato, allattato a lungo e richiesta, è un bimbo sereno e soddisfatto, un bimbo in contatto e in sintonia con i suoi bisogni ….
Insomma, i pregi sono infiniti …..
… eppure allattare e essere allattati, nonostante regole e raccomandazioni dell’OMS, in Italia, oggi, nel 2011, rischia di essere un privilegio….
perchè nei fatti questa pratica non è sostenuta in primis dal personale sanitario…
la mamma che decide di allattare deve essere molto molto determinata e iniziare a combattere per difendere questo diritto suo e del suo piccolo da disinformazione, controinformazione, ignoranza,…
mi chiedo: perchè? che cosa ci sta dietro a tutto questo?
sono solo ragioni di tipo culturale? o esistono ragioni economiche forti che impediscono questa cosa?
perchè se è riconosciuto che è il meglio per tutti allattare i propri cuccioli, perchè dovremmo scegliere deliberatamente di non offrire loro il meglio?
che ci guadagnamo da questo?  chi ci sta guadagnando a questo?
grazie per l’attenzione
Michela Baroni

Diamo voce a questa bellissima iniziativa di Genitori Chanel: “Semplicemente Ciuccio”: allatta il tuo bambino “alla luce del sole”, magari con tante amiche, fai una foto e mandacela!

Sembra la perfetta concretizzazione di  una bellissima frase che ho sentito tempo fa da una brillante neomamma: Donne, tirate fuori le Tette…e allattate! Dimostrate che le tette servono per allattare non per vendere le macchine!

Ogni mamma trova il suo modo per sentirsi a proprio agio…l’importante è che si senta libera e serena di allattare il proprio bimbo nel momento e nel luogo in cui ne ha bisogno.



Una porta aperta

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Immagine 4…un’ancora di salvezza, una porta aperta alle spalle.

Allattare un bimbo dopo gli 8-10 mesi di vita potrebbe anche essere visto così.

Spesso uno dei primi sintomi per qualsiasi tipo di malessere è la perdita di appetito, o addirittura il rifiuto totale di aprire la bocca. Mal d’orecchie piuttosto che virus intestinale, dolori per i denti…o anche il semplice caldo e il bimbetto che finalmente aveva preso un certo ritmo con pappe sempre più varie smette improvvisamente di mangiare. Questa situazione abbinata al fato che una malattia butta a terra chiunque e ci ritroviamo il patatone sgambettande di qualche giorno prima adagiato in braccio “..che sembra uno straccetto”.

Nulla di cui allarmarsi. Riattccatelo al seno! Anche se vi sembra che il latte ormai sia veramente poco il piccolo malato spesso gradirà  quella che inizialmente può sembrare solamente una coccola. Le poche gocce di latte che sicuramente usciranno gli ricorderanno quel contatto tanto delizioso e non si farà  pregare ad attaccarsi ogni tanto.

In questo modo, e nel giro di 12 ore, il vostro cervello riceverà  il segnale e ricomincerà  a far produrre latte. Magia della natura sarà  proprio il latte che serve al vostro bimbo: ricco di sostanze nutritive e con anticorpi specifici. ( il latte prodotto per un bimbo di un anno, non è acqua (!!), anzi è provato essere più calorico di quello per un neonato!)

Niente paura di “Ricadere nel giro” un bimbo di 10 mesi che ha già  cominciato il cammino dello svezzamento, una volta guarito non ci metterà  molto a ritornare al risottino. A voi il latte diminirà  nel giro di 24 ore… E lo stress di una malattia sarà  stato limitato in modo semplice, efficace e naturale.

Le premier cri

Ogni volta che senti il vagito di un bambino o che ascolti il racconto di un parto…corri con la mente al tuo e, anche se non vorresti, ti emozioni?

Questo film-documentario non potrà  lasciarti indifferente.

Molto poetico, se vogliamo fin troppo… se pensiamo a come nella relatà  “siamo costrette” a vivere il momento del parto, ma comunque se  capita val la pena di vederlo.

Capolavoro di fotografia è uscito in Francia un anno e mezzo fa e in Italia pochi mesi fa con il titolo “Il primo respiro” ma purtroppo è già  sparito e si trova solamente in rassegne d’essai.

L’avete trovato? L’avete visto? Vi è piaciuto?

Uniamoci

3188193915_3db20751fc_o3Solamente il testo. Non ho nulla da aggiungere!!
Altro che la piccola aggiunta in ospedale… è semplicemente scandaloso!

Nel decreto anticrisi, recentemente passato alla camera e in attesa di
essere approvato definitivamente il 26 gennaio al senato, è anche prevista
la fornitura di latte artificiale gratis per i primi 3 mesi di vita del
lattante alle famiglie indigenti (stessi criteri della social card) e come
bonus, anche pannolini gratis.
Questo però non è un aiuto alle famiglie a basso reddito, al contrario.
Rischia di metterle in maggiori difficoltà .

IBFAN Italia si è fatta promotrice di una lettera di dissenso, e sta
raccogliendo adesioni, sia di associazioni che individuali, sul sito
http://nolattegratis.altervista.org

Non fatemi arrabbiare!

Qualche giorno fa, ai giardinetti:

Mamma di un bellissimo bimbo di qualche settimana che dorme ignaro in una carrozzina bluette: ” Ora magari vado, così lo cambio e lo allatto..mi sento più comoda a casa sul divano..”

Amica, mamma di un bimetto sui tre anni: “…ma ancora allattti? Sai che libertà  il biberon? ..potevi anche lasciarlo a tua mamma e farti un giro….e poi dai, prima smetti, prima ti metti a dieta!”

Mamma : ” Si, in effetti sta diventando pesante, anche perchè sono sempre in ballo!”

Amica: “Io tra l’altro ho scoperto XXX, un latte in polvere non di marca che costa molto meno, perchè tra l’altro hanno dei prezzi!!”

Mamma :”Si, è scandaloso quanto costa il latte in polvere da noi. Io ho un’amica che abita in Germania e da loro costa molto ma molto meno. E’ uno scandalo! Il latte dovrebbe essere un diritto!!

IO: “MA TU CE L’HAI GIA’ DI DIRITTO!!! …DI NATURA!!! HAI IL TUOOOOO!!!

Non è vero, non l’ho detto, a quel punto me ne sono andata, non ci sono riuscita. Ma queste chiacchiere mi hanno realmente sconfortato.

La natura ci ha dato un latte perfetto, comodo, con centinaia di provati motivi per utilizzarlo per tutto il tempo che ci serve. Approfittiamone!

Il 16 e 17 Maggio il Mammarsupio parteciperà  alla IX Giornata dell’allattamento al seno, convegno annuale promosso della Leche League a Imola, veniteci a trovare!